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Visualizzazione dei post con l'etichetta antirepressione

Sacco&Vanzetti: lettera di Nicola Sacco al figlio Dante.

«Mio carissimo figlio e compagno, sin dal giorno che ti vidi per l'ultima volta ho sempre avuto idea di scriverti questa lettera: ma la durata del mio digiuno e il pensiero di non potermi esprimere come era mio desiderio, mi hanno fatto attendere fino ad oggi. Non avrei mai pensato che il nostro inseparabile amore potesse così tragicamente finire! Ma questi sette anni di dolore mi dicono che ciò è stato reso possibile. Però questa nostra separazione forzata non ha cambiato di un atomo il nostro affetto che rimane più saldo e più vivo che mai. Anzi, se ciò è possibile, si è ingigantito ancor più. Molto abbiamo sofferto durante il nostro lungo calvario. Noi protestiamo oggi, come protestammo ieri e protesteremo sempre per la nostra libertà. Se cessai il mio sciopero della fame, lo feci perchè in me non era rimasta ormai alcuna ombra di vita ed io scelsi quella forma di protesta per reclamare la vita e non la morte, il mio sacrificio era animato dal desiderio vivissi...

Strage di Bologna: comunicato dell'USI.

Comunicato: 2 AGOSTO 1980. STRAGE ALLA STAZIONE DI BOLOGNA ORE 10.26... L'ENNESIMA STRAGE "DI STATO", RIMASTA SENZA LA VERITA' E LA GIUSTIZIA, INDIVIDUATA LA MANOVALANZA FASCISTA MA I MANDANTI VERI SONO RIMASTI "IGNOTI". L'USI UNIONE SINDACALE ITALIANA, NON DIMENTICA CHE LE BOMBE NELLE PIAZZE, NELLE STAZIONI, SUI VAGONI (e sugli aerei, sempre nel 1980 Ustica) SONO STATE MESSE ALL'INTERNO DELLA STRATEGIA DELLA TENSIONE, LE BOMBE SONO STATE MESSO CONTRO GLI OPERAI, LE LAVORATRICI E I LAVORATORI, I MOVIMENTI SOCIALI DI LOTTA. UNA MEMORIA STORICA CHE SERVE ANCHE PER LE NUOVE GENERAZIONI, CHE QUELLA STAGIONE NON L'HANNO VISSUTA DIRETTAMENTE, MA ANCHE PER LE GENERAZIONI CHE QUEGLI ANNI LI HANNO VISSUTI E SUBITI, SENZA RASSEGNARSI MAI. USI-UNIONE SINDACALE ITALIANA      

Sostieni la Palestina, boicotta Israele

BOICOTTA ! Il 9 luglio del 2005 la Società Civile Palestinese lanciò un appello al boicottaggio, al ritiro degli investimenti e all’applicazione di sanzioni contro lo stato di Israele fino a quando esso non rispetterà il Diritto Internazionale ed i Principi Universali dei Diritti degli esseri umani. Non si tratta di rinunciare alle proprie abitudini, si tratta solo di rifiutare la violenza sionista e di fare altre scelte. Solo nel campo alimentare la lista di aziende italiane, complici dell’occupazione militare dei territori palestinesi, è davvero lunga e una delle domande che sorge spontanea è: “Possibile che non dovrei più fare la spesa?”. Questa domanda risulterebbe più sensata di chi si chiede: “Gli tolgono le terre, l’acqua e le case, li chiudono in un recinto e li bombardano dall’alto, li arrestano, li ammazzano e li deportano ogni giorno…e io cosa posso farci?” Giorno dopo giorno lo stato italiano conferma la propria alleanza al fianco di quello israeliano, ti ...

Lettura consigliata: 5° libro bianco sulla legge Fini-Giovanardi.

Droghe: presentato a Roma il V° Libro Bianco sulla Fini-Giovanardi Droga: il 38,6% dei detenuti in carcere per droghe, il 45% delle denunce per cannabis, sanzioni amministrative in costante aumento. Presentato alla Stampa del 5° Libro Bianco sulla legge Fini-Giovanardi. Le associazioni chiedono una nuova politica sulle droghe. Oggi presso la sala del Senato Santa Maria in Aquiro è stato presentato il V° Libro Bianco sulla Legge Fini-Giovanardi promosso da La Società della Ragione Onlus, Forum Droghe, Antigone, CNCA e con l’adesione di CGIL, Comunità di San Benedetto al Porto, Gruppo Abele, Itaca, ITARDD, LILA, Magistratura Democratica, Unione Camere Penali Italiane. Il 38,6% dei detenuti in carcere per droga. Nel rapporto sono confermati gli effetti nefasti di 8 anni illegittimi di legge Fini-Giovanardi. Nel 2013, su un totale di 59.390 ingressi negli istituti penitenziari, il 30,56% era per violazione dell’art. 73 DPR 309/90 mentre quasi il 40% delle presenze in ...

Sullo sgombero del Volturno occupato. Comunicati dei movimenti.

Comunicato dei Movimenti per il Diritto all'Abitare:   Roma, 15 luglio: una nuova mattina di violenza e repressione è andata in scena nel centro della città. Con un grande dispiegamento di forze dell'ordine e mezzi blindati, infatti, il Comitato per l'ordine e la sicurezza ha proceduto allo sgombero di uno spazio sociale storico come l'ex cinema Volturno, da oltre sei anni sede politica del Coordinamento Cittadino di Lotta per la Casa nonché teatro autogestito, aperto con la sua programmazione a tutta la città. Si tratta di un attacco grave e inaccettabile. Grave perché avviene all'indomani di una serie di incontri interistituzionali all'interno dei quali era stato riconosciuto l'indiscutibile stato di emergenza sociale e abitativa in cui versa la città di Roma. Inaccettabile perché, consegnati alla violenza della polizia, migliaia di occupanti di case rischiano ora di essere sgomberati, e decine di spazi sociali, i veri e unici protagon...

Storie da una Roma Ribelle: I ragazzi di Porta S. Paolo (6 luglio 1960)

Storie da una Roma Ribelle: I RAGAZZI DI PORTA S. PAOLO (6 LUGLIO 1960) S ono passati pochi giorni dai fatti di Genova e solo il giorno prima la polizia ha sparato di nuovo, uccidendo un manifestante a Licata. A Roma, per la sera del 6 luglio, è stato indetto un comizio antifascista contro il governo Tambroni e contro l'msi. Il ritrovo è alle 19 a Porta San Paolo, dove una lapide ricorda i difensori di Roma caduti il 10 settembre del '43. La sera del 5 di luglio il prefetto fa sapere che la manifestazione sarà vietata: la Dc al governo cerca una rivincita dopo esser stata sconfitta dalla piazza genovese. Ma il presidio si vuole fare ugualmente, e all'arrivo del piccolo corteo antifascista, Porta San Paolo si presenta accerchiata da calerini e carabinieri e presidiata da migliaia di giovani di Testaccio. Non appena i deputati pciisti si avvicinano alla lapide per deporvi due corone di fiori, lo schieramento di polizia si apre per fare spazio alla carica ...

Storie da una Roma Ribelle: Gli espropri di massa contro il carovita nel luglio 1919.

Storie da una Roma ribelle: Espropri e saccheggi contro il carovita (luglio 1919) . Edit: Info. Shop T erminata la prima guerra mondiale, in Italia, esplodeva la crisi sociale. Le drammatiche condizioni economiche vissute dalla popolazione si risolvevano in una spirale rivendicativa generalizzata che impedì la ripresa di ogni normalità produttiva. Pur di evitare il crescendo della mobilitazione sociale, la Confederazione Generale del Lavoro (Cgdl) e la Confederazione dell'Industria Italiana, nel gennaio 1919, raggiungevano un accordo piuttosto vantaggioso per i lavoratori, in cui i padroni cedevano su importanti questioni, come quella delle 8 ore di lavoro giornaliere. Ma il concordato non riuscì a sedare la diffusa protesta operaia; subito dopo, entravano in sciopero alcuni dei più forti sindacati nazionali, come quello degli insegnanti, dei metallurgici, dei tranvieri, dei tipografi e altri. Le piazze si riempivano di popolo, spesso tumultuante, ispirato da un generic...

La rivolta dello Stone Wall: New York 28 giugno 1969

È il giugno 1969. La situazione per gli omosessuali americani è particolarmente difficile, le irruzioni della polizia nei locali gay sono all'ordine del giorno, fino a pochi anni prima l'identità di tutti i presenti al momento di una retata veniva pubblicata sui quotidiani locali, qualsiasi scusa viene usata dalle forze dell'ordine per procedere ad un arresto per "pubblica indecenza", i poliziotti addirittura sono soliti usare l' entrapment (adescamento), per spingere le persone ad infrangere la legge e quindi arrestarle. Proprio in quest'anno esce il Manuale diagnostico e statistico dell'Associazione americana di psichiatria che ancora definisce l'omosessualità come una malattia mentale. A tutto il '69 non esiste nessun movimento di diritti per gli omosessuali, proprio mentre la questione dei diritti civili (per i neri, per le donne, per i poveri, per le minoranze in genere) raggiunge la massima importanza negli Stati ...

BREVI CONSIDERAZIONI SULLE PUSSY RIOT E SUI FARI DEL DOGMATISMO CHE ACCECANO ANCORA ALCUNI COMPAGNI E COMPAGNE.

BREVI CONSIDERAZIONI SULLE PUSSY RIOT E SUI FARI DEL DOGMATISMO CHE ACCECANO ANCORA ALCUNI COMPAGNI E COMPAGNE. Il caso delle Pussy Riot (PR), ha prodotto, soprattutto a Roma, una serie di esternazioni che riteniamo gravi e ingenerose e in alcuni casi pericolose. Lontani dal voler fare la lezione a qualcun altro, ci sentiamo in dovere di prendere posizione pubblicamente.   Non è la prima volta che un avvenimento isolato, di per sé poco significativo, generi sommovimenti mediatici e politici, tali da chiamare in causa ogni solidale. Non entreremo neanche nel merito di come una situazione possa essere strumentalizzata o   addirittura   infiltrata, troppo bisognerebbe scrivere, ma sicuramente quando si fanno accuse più o meno velate bisognerebbe quantomeno fornire delle prove documentate e non lasciarsi andare a facili quanto stupide illazioni, perché questo ci disarma verso situazioni reali ambigue che purtroppo esistono. Sappiamo poco delle PR, se non ciò che ...

rassegna anticarceraria