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MANIFESTO per un TEATRO PUBBLICO PARTECIPATO.

VOCAZIONE Crediamo che un Teatro Pubblico per perseguire la sua natura di "teatro d'arte per tutti" e abbracciare la complessità di una comunità di quartiere, debba operare in ascolto e in stretta connessione con associazioni, scuole e gruppi di cittadini. Arricchendosi di queste esperienze e mettendo in moto un meccanismo virtuoso di scambio reciproco. Immaginiamo un teatro che si trasformi in un fiume in piena, che passi per i vicoli, le piazze e tutti i luoghi della città, che raccolga sogni, bisogni, aspettative, disagi e istanze di una comunità. Che lungo il suo percorso abbia il coraggio di uscire dai propri argini, per restituire un'elaborazione artistica capace di irrigare l'immaginario della comunità stessa. Un luogo che sia un punto d’incontro e di riferimento, accessibile a tutti per costi e strutture. Un polo di produzione artistica in grado di intercettare, anticipare ed elaborare le esigenze del territorio che lo ospita, attraverso...

Karl Marx, intervista per «The World», 18 luglio 1871.

Intervista di R. Landor a Karl Marx per il giornale «The World» 18 luglio 1871, in seguito alla Comune di Parigi. Landor: Un'associazione (l'Associazione internazionale dei lavoratori, Ndr) con quale finalità? Marx: «L'emancipazione economica della classe operaia tramite la conquista del potere politico. L'uso di questo potere politico per il raggiungimento di scopi sociali. È necessario che i nostri obiettivi siano tanto vasti da includere ogni forma di attività da parte della classe operaia. Essersi dati obiettivi particolari avrebbe significato adattarli alle esigenze di un solo settore, di una sola nazione di lavoratori. Ma come si può chiedere a tutti gli uomini di associarsi per promuovere le finalità di pochi? Per farlo, l'Associazione avrebbe dovuto rinunciare alla sua qualifica di Internazionale. L'Associazione non impone la forma dei movimenti politici, si limita a richiedere un impegno in vista dei loro scopi. Si tratta di una re...

Sacco&Vanzetti: lettera di Nicola Sacco al figlio Dante.

«Mio carissimo figlio e compagno, sin dal giorno che ti vidi per l'ultima volta ho sempre avuto idea di scriverti questa lettera: ma la durata del mio digiuno e il pensiero di non potermi esprimere come era mio desiderio, mi hanno fatto attendere fino ad oggi. Non avrei mai pensato che il nostro inseparabile amore potesse così tragicamente finire! Ma questi sette anni di dolore mi dicono che ciò è stato reso possibile. Però questa nostra separazione forzata non ha cambiato di un atomo il nostro affetto che rimane più saldo e più vivo che mai. Anzi, se ciò è possibile, si è ingigantito ancor più. Molto abbiamo sofferto durante il nostro lungo calvario. Noi protestiamo oggi, come protestammo ieri e protesteremo sempre per la nostra libertà. Se cessai il mio sciopero della fame, lo feci perchè in me non era rimasta ormai alcuna ombra di vita ed io scelsi quella forma di protesta per reclamare la vita e non la morte, il mio sacrificio era animato dal desiderio vivissi...

Strage di Bologna: comunicato dell'USI.

Comunicato: 2 AGOSTO 1980. STRAGE ALLA STAZIONE DI BOLOGNA ORE 10.26... L'ENNESIMA STRAGE "DI STATO", RIMASTA SENZA LA VERITA' E LA GIUSTIZIA, INDIVIDUATA LA MANOVALANZA FASCISTA MA I MANDANTI VERI SONO RIMASTI "IGNOTI". L'USI UNIONE SINDACALE ITALIANA, NON DIMENTICA CHE LE BOMBE NELLE PIAZZE, NELLE STAZIONI, SUI VAGONI (e sugli aerei, sempre nel 1980 Ustica) SONO STATE MESSE ALL'INTERNO DELLA STRATEGIA DELLA TENSIONE, LE BOMBE SONO STATE MESSO CONTRO GLI OPERAI, LE LAVORATRICI E I LAVORATORI, I MOVIMENTI SOCIALI DI LOTTA. UNA MEMORIA STORICA CHE SERVE ANCHE PER LE NUOVE GENERAZIONI, CHE QUELLA STAGIONE NON L'HANNO VISSUTA DIRETTAMENTE, MA ANCHE PER LE GENERAZIONI CHE QUEGLI ANNI LI HANNO VISSUTI E SUBITI, SENZA RASSEGNARSI MAI. USI-UNIONE SINDACALE ITALIANA      

Operatori/trici Sociali: un contributo alla discussione

CONTRIBUTO SCRITTO DELL' UNIONE SINDACALE ITALIANA PER IL RILANCIO DELLA LOTTA TRA I/LE OPERATORI/TRICI SOCIALI presentato all'Assemblea nazionale degli operatori/trici sociali svolta a Napoli 15 marzo 2014 a NAPOLI, c/o CSOA SKA Una professione e un lavoro “invisibile”: il lavoro nel settore sociale vive da anni una progressiva erosione, dei vari aspetti che lo compongono, con l’effetto di un impoverimento non solo salariale e professionale, normativo e contrattuale (non esiste questione di scegliersi un CCNL migliore o peggiore da far applicare, è un falso problema, quello reale è chi controlla e come il “costo del lavoro”, se a fronte delle esigenze di risparmi e tagli di governi centrali e locali, per rispettare imposizioni bancarie e finanziarie e di bilanci in pareggio, le classi lavoratrici e anche chi lavora nel terzo settore è in grado di contrapporre misure efficaci di controllo su salari, orari e ritmi, diritti e condizioni di tutela della salute e del...

Sullo sgombero del Volturno occupato. Comunicati dei movimenti.

Comunicato dei Movimenti per il Diritto all'Abitare:   Roma, 15 luglio: una nuova mattina di violenza e repressione è andata in scena nel centro della città. Con un grande dispiegamento di forze dell'ordine e mezzi blindati, infatti, il Comitato per l'ordine e la sicurezza ha proceduto allo sgombero di uno spazio sociale storico come l'ex cinema Volturno, da oltre sei anni sede politica del Coordinamento Cittadino di Lotta per la Casa nonché teatro autogestito, aperto con la sua programmazione a tutta la città. Si tratta di un attacco grave e inaccettabile. Grave perché avviene all'indomani di una serie di incontri interistituzionali all'interno dei quali era stato riconosciuto l'indiscutibile stato di emergenza sociale e abitativa in cui versa la città di Roma. Inaccettabile perché, consegnati alla violenza della polizia, migliaia di occupanti di case rischiano ora di essere sgomberati, e decine di spazi sociali, i veri e unici protagon...

Manifest@/Femministe Nove

 Pubblichiamo la prima parte del «Manifest@» del Collettivo Femministe Nove,che abbiamo avuto il piacere di presentare con le compagne al Laboratorio Sociale Quarticciolo il 19 giugno scorso ( vedi qui ). Per approfondimenti sul «Manifest@» qui e su DWF n. 98, 2013 ( qui ) MANIFEST @:   # autodeterminazione Scriviamo per responsabilità verso le nostre vite e desiderio di cambiarle. Scriviamo per ritrovare il senso e il tempo di una autodeterminazione individuale e collettiva. Siamo donne sull’orlo di una crisi di nervi e la crisi è la narrazione dominante del tempo che viviamo: un nesso ci sarà pure. Vogliamo nominarlo. Viviamo il tempo della crisi e della sconfitta . Un tempo di crisi economica e politica. Vogliamo immaginare e costruire un altro tempo. Pensiamo sia necessario costruire una connessione politica tra teorie della trasformazione e pratiche di liberazione, tra pensiero ed esperienza.  Siamo femministe nove. Non siamo ereditiere...

SPORTELLO DONNA

Nasce, presso il Laboratorio Sociale del Quarticciolo, lo Sportello Donna per donne e minori vittime di violenza. Lo sportello vuole essere uno spazio di prima accoglienza, assistenza legale e sostegno psicologico. Se la violenza contro le donne appare argomento diffuso, il cambiamento culturale necessario è ancora molto lontano, come dimostrano i dati forniti dai vari centri antiviolenza sul territorio nazionale. La maggiore visibilità politica e istituzionale non basta ad affrontare le problematiche di genere connesse con la violenza sulle donne. Così come non basta neppure una legge sul femminicido a contrastare un fenomeno che ha origini antiche e ben radicate nel sentire comune. (patriarcato) La violenza maschile contro le donne non è infatti un'emergenza attuale ma un fattore costitutivo della nostra società che necessita di politiche di lunga durata che agiscano su più piani. Servono cambiamenti culturali, che come sappiamo non sono immediati e ...

Teatro al Quarticciolo

Teatro del Quarticciolo, teatri di cintura…Stabilità per chi ci lavora, dai quartieri popolari produciamo cultura fruibile per tutti e tutte! Roma è una città dove fin dai tempi più antichi, il teatro aveva un valore anche di rappresentazione della vita quotidiana e di costumi, fruibile da tutti i ceti sociali e non solo per le classi abbienti. La cultura e l’espressione nella forma teatrale, acquista una importanza non tanto economica, ma come per l’istruzione e la sanità, è indice del livello di civiltà di un Paese. Nel terzo millennio, Roma Capitale sta avviando una trasformazione nella gestione dei “teatri di cintura”, attraverso la costituzione della “Casa dei teatri e della drammaturgia”, affidando la gestione alla società strumentale Zètema Progetto Cultura (100% capitale del Comune), che ha predisposto un bando per l’affidamento a terzi nel biennio 2013-2014, della programmazione, organizzazione e attività dei teatri del Quarticciolo (VII Municipio, collegato alla bibliot...