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12 mag 2014

SPORTELLO DONNA

Nasce, presso il Laboratorio Sociale del Quarticciolo, lo Sportello Donna per donne e minori vittime di violenza. Lo sportello vuole essere uno spazio di prima accoglienza, assistenza legale e sostegno psicologico.

Se la violenza contro le donne appare argomento diffuso, il cambiamento culturale necessario è ancora molto lontano, come dimostrano i dati forniti dai vari centri antiviolenza sul territorio nazionale. La maggiore visibilità politica e istituzionale non basta ad affrontare le problematiche di genere connesse con la violenza sulle donne. Così come non basta neppure una legge sul femminicido a contrastare un fenomeno che ha origini antiche e ben radicate nel sentire comune. (patriarcato)

La violenza maschile contro le donne non è infatti un'emergenza attuale ma un fattore costitutivo della nostra società che necessita di politiche di lunga durata che agiscano su più piani.

Servono cambiamenti culturali, che come sappiamo non sono immediati e necessitano di tempo: pratiche di prevenzione che vedono il coinvolgimento diretto delle scuole, per un'educazione diversa che parta dall'infanzia; programmi mirati di protezione che prevedano elementi concreti di aiuto, come casa e lavoro; investimenti economici reali.

La nostra iniziativa si basa sul bisogno concreto delle donne di avere quanti più punti di riferimento sul territorio urbano, spesso dispersivo, ma sopratutto sulla necessità di sopperire all'assenza di una politica condivisa di lotta reale contro la violenza sulle donne. Basti pensare che negli anni non si è fatto nulla per evitare la chiusura di diversi centri antiviolenza né tantomeno ci sono stati investimenti sostanziosi per aprirne di nuovi. Così come pochi sono i centri dedicati agli uomini violenti.

La maggior parte delle violenze si verifica in ambito familiare o di coppia, la cosiddetta “violenza domestica” e la maggior parte di queste non viene denunciata. E' un fenomeno che travalica le culture, le classi sociali e le appertenenze politiche.

Noi vogliamo creare uno spazio condiviso dove le donne possano trovare accoglienza, ascolto ma anche dove fare prevenzione e costruire conoscenza, inserendoci nella rete delle varie realtà esistenti a Roma che si occupano di violenza, per costruire un percorso più ampio di autodeterminazione che non releghi le donne solo nel ruolo di vittime.

Il lavoro svolto, non senza difficoltà, sul territorio e le conseguenti iniziative e riflessioni nel corso di questi anni ci hanno permesso di incontrare donne diverse, di varia provenienza o di misurarci con l'assenza stessa delle donne. Questo è stato argomento di riflessione politica e spunto per le pratiche che mettiamo in atto.

Da tutto ciò nasce la presa di coscienza che le questioni di genere e in particolare la declinazione della violenza agita contro donne e minori riguarda tutte e tutti.