
presentazione dell’ultima co-edizione “LaFiaccola/Candilita”
Nell'aprile 1877 un gruppo di
rivoluzionari internazionalisti aveva cercato di provocare una sommossa armata
generalizzata a partire dal Matese, ma il tentativo, durante il quale due
carabinieri erano stati feriti durante uno scontro (uno di essi morì alcuni
giorni dopo) non aveva avuto
fortuna e i componenti della “Banda del Matese” erano stati catturati
dall'esercito italiano accorso in forze. Nel processo che seguì i rivoltosi
furono assolti e liberati. Due dei protagonisti dell'episodio – Errico Malatesta,
tra i principali organizzatori, e Saverio Merlino, avvocato difensore al
processo di Benevento – furono nei venti anni successivi, in Italia e in
esilio, tra le figure di maggior rilievo dell'anarchismo italiano. Il 29
gennaio 1897, con le elezioni alle porte, Il Messaggero pubblica una lettera
di Merlino che dichiara superata
la posizione astensionista e invita a rivolgere il voto verso i candidati del
Partito socialista. Con la risposta di Errico Malatesta prende il via una lunga
polemica a mezzo stampa tra i due vecchi
amici che analizza a fondo i temi, ancora oggi attualissimi, che caratterizzano
la contrapposizione tra anarchismo e democrazia.